L’inquadramento della dieta in un contesto più ampio e articolato si associa al progressivo sviluppo della scienza della nutrizione.

Oggi, infatti, si sottolinea lo stretto legame esistente tra alimentazione e salute, non più intesa come semplice assenza di malattia, ma interpretata alla luce della definizione coniata dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità), come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Di conseguenza, la nutrizione ottimale dovrà garantire un idoneo apporto di alimenti atto a ottimizzare le funzioni fisiologiche di ogni individuo, al fine di assicurare la salute e il benessere minimizzando nel contempo il rischio di malattia.

In quest’ottica, diventa più semplice giungere al concetto di partenza per qualsiasi analisi dietologica, quello di dieta bilanciata ovvero l’adeguato insieme di alimenti in grado di fornire la quantità necessaria di nutrienti e di pochi altri componenti per:

  • sostenere la crescita e/o mantenere il peso corporeo;
  • prevenire lo sviluppo di malattie da carenze;
  • ridurre il rischio di malattie dovute a eccessi alimentari.

I rischi legati all’adozione delle diete non equilibrate sono molteplici e variano in funzione dell’età, dello stato di salute e del livello di attività fisica di chi le intraprende.

Tali rischi, legati a carenze nutrizionali (malnutrizione, ipovitaminosi, rallentamento della crescita, patologie endocrine, ecc.), a eccessi (sovrappeso, obesità, malattie cardiocircolatorie, ipervitaminosi, ecc) o potenzialmente ad entrambe le condizioni ( disturbi del comportamento alimentare), possono insorgere in tempi diversi, spesso non brevi, e manifestarsi con gravità e conseguenze variabili nei diversi soggetti.

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