INTRODUZIONE ALLA POSTURA

Quando si introduce un argomento così dibattuto e interessante come la postura non si può non partire con l’analisi di quello che accadde circa venticinque milioni di anni fa, quando un primate, il driopiteco, decise di scendere dall’albero e di fare quattro passi in un modo completamente diverso dal suo, fatto di erba, terra e carnivori che generalmente non perdonavano.

Circa ventidue milioni di anni dopo compare un ominide che con la gravità cominciò ad essere a suo agio, avendo messo a punto delle reazioni posturali che lo portarono ad essere considerato il vero precursore dell’uomo: l’australopitecus africanus. L’evoluzione umana passerà poi attraverso altri passaggi, tra cui l’homo erectus, habilis, per arrivare ai giorni nostri con l’homo sapiens sapiens.

Nel corso di questa lunga evoluzione l’uomo cambia forma; infatti la posizione eretta “plasma” la morfologia, e come dice Mac Lauglin: “… la gravità fa l’uomo il e suo moto… il moto specifico dell’uomo è fatto dalla gravità, forza universale che, lungo la scia di quella informazione, modella le forme coinvolte e, con il loro contributo, le configura in atto. La storia dell’uomo e del suo moto è la storia dei rapporti fra sistemi viventi e gravità”.

La verticalizzazione del’uomo comporta un diverso sviluppo morfologico del rachide, che deve modificarsi in termini biomeccanici, muscolari, tendinei e viscerali. Inoltre tutti gli organi di senso si devono modificare, con un adeguamento delle funzioni visive, labirintiche, masticatorie, e non ultime le funzioni della mano, ora libera, che da funzioni locomotorie passa ad avere funzioni “tecniche”.

Il processo evolutivo ha richiesto un grande impegno, dovendo risolvere numerosi problemi di ordine biomeccanico e percettivo.

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